15 Set 2026

Normativa PPWR: obblighi, requisiti e best practice per gli imballaggi ecosostenibili

Il PPWR (Regolamento UE 2025/40 su imballaggi e rifiuti da imballaggio) è un regolamento che, dal 12 agosto 2026, ridisegna le regole su progettazione, etichettatura e gestione degli imballaggi sostenibili in tutta l’Unione Europea. A differenza della precedente direttiva, si tratta di un regolamento direttamente applicabile in ogni Stato membro, con scadenze precise scaglionate fino al 2040.

In questo articolo vediamo quali sono gli obblighi principali del regolamento PPWR, i requisiti di progettazione per gli imballaggi ecosostenibili, l’etichettatura armonizzata, il ruolo di CONAI e le scadenze da monitorare per chi produce, importa o distribuisce imballaggi, con un focus pratico per le aziende che lavorano con spedizioni ed e-commerce. Per chi vuole approfondire fin da subito buone pratiche concrete, può essere utile consultare anche i nostri consigli per ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi.

Cos’è il PPWR e perché cambia le regole sugli imballaggi

Il PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) nasce per superare i limiti della precedente direttiva europea sugli imballaggi, armonizzando le regole tra i diversi Paesi UE ed eliminando le disomogeneità applicative che negli anni avevano creato incertezza per le imprese. Essendo un regolamento e non una direttiva, si applica automaticamente in modo identico in tutti gli Stati membri, senza bisogno di un recepimento nazionale.

Gli obiettivi principali sono tre: ridurre la quantità complessiva di rifiuti da imballaggio generati nell’UE, aumentare la percentuale di imballaggi effettivamente riciclabili e riciclati, e uniformare il mercato interno evitando che ogni Paese introduca requisiti diversi. Per una panoramica ufficiale degli obiettivi del regolamento, si può consultare la pagina dedicata della Commissione Europea. Per le aziende del settore, questo significa rivedere materiali, packaging e processi di etichettatura entro scadenze definite per legge.

Timeline e scadenze principali del regolamento PPWR

Il regolamento UE 2025/40 è entrato in vigore il 12 agosto 2026, ma i suoi obblighi si applicano in modo scaglionato nel tempo, con scadenze fino al 2040. Conoscere le scadenze è essenziale per pianificare per tempo gli investimenti su materiali, macchinari ed etichettatura, evitando di dover intervenire in emergenza a ridosso delle date limite.

Data Obbligo principale
12 agosto 2026 Entrata in vigore del PPWR e primi obblighi generali
2028 Etichettatura armonizzata e QR code per la raccolta differenziata
2029-2030 Target minimi di contenuto riciclato negli imballaggi in plastica
2030 Primo target di riduzione degli imballaggi (5%) e limite spazio vuoto
2035 Riciclabilità su larga scala per tutti gli imballaggi immessi sul mercato
2035 / 2040 Ulteriori target di riduzione degli imballaggi (10% / 15%)

Questa progressione consente alle aziende di adeguarsi gradualmente, ma richiede un piano di conformità che parta già oggi, soprattutto per chi utilizza imballaggi in plastica o materiali compositi difficili da riciclare.

I nuovi requisiti di progettazione: sostanze, PFAS e contenuto riciclato

Gli articoli 5-12 del PPWR introducono requisiti di progettazione stringenti per tutti gli imballaggi riciclabili immessi sul mercato UE. Vengono fissati limiti alla presenza di sostanze pericolose, con particolare attenzione a PFAS e metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio, cromo esavalente), la cui concentrazione negli imballaggi a contatto con alimenti dovrà rispettare soglie precise.

A questo si aggiungono target minimi di contenuto riciclato per gli imballaggi in plastica, differenziati per tipologia di materiale, con prime scadenze nel 2030 e obiettivi più ambiziosi al 2040. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da plastica vergine e stimolare la domanda di materiali rigenerati, favorendo lo sviluppo di una vera economia circolare degli imballaggi.

Chi deve rispettare il regolamento PPWR

Gli obblighi del PPWR coinvolgono l’intera filiera: fabbricanti di imballaggi, importatori che immettono prodotti confezionati sul mercato UE e distributori che li commercializzano. Ognuno di questi soggetti ha responsabilità specifiche, dalla verifica dei requisiti di progettazione alla predisposizione della documentazione tecnica.

In particolare, è richiesta una dichiarazione di conformità UE che attesti il rispetto dei requisiti di sostenibilità, insieme a una documentazione tecnica che le autorità di vigilanza possono richiedere in qualsiasi momento. Le aziende che producono o utilizzano imballaggi per la spedizione dei propri prodotti dovranno quindi verificare la conformità anche dei materiali di riempimento e protezione utilizzati.

Etichettatura armonizzata e classi di riciclabilità

Dal 2028 diventerà obbligatoria un’etichettatura imballaggi armonizzata a livello europeo, basata su pittogrammi standardizzati e su un QR code che permetterà ai consumatori di conoscere la corretta modalità di raccolta differenziata del materiale, riducendo gli errori di conferimento che oggi compromettono la qualità del riciclo.

Il PPWR introduce inoltre tre classi di riciclabilità (A, B, C) in base alla performance di riciclo del materiale: gli imballaggi che non raggiungono i requisiti minimi rischiano restrizioni di mercato. Entro il 2035, tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili su larga scala, ossia effettivamente trattabili dagli impianti di riciclo esistenti nell’UE e non solo tecnicamente riciclabili in laboratorio.

Il limite di spazio vuoto negli imballaggi da spedizione

Uno degli aspetti più rilevanti per chi vende online o spedisce prodotti riguarda il limite allo spazio vuoto negli imballaggi da trasporto e da e-commerce: dal 2030 lo spazio vuoto non potrà superare il 50% del volume interno della scatola, calcolato al netto del prodotto e degli eventuali materiali di riempimento.

Questa regola spinge le aziende a scegliere formati di scatola più aderenti al prodotto e a puntare su materiali di riempimento leggeri, sostenibili e facilmente riciclabili, come la paglia di legno o la carta increspata, in sostituzione di soluzioni plastiche più difficili da smaltire. È un’occasione concreta per ottimizzare i costi di spedizione e, allo stesso tempo, avvicinarsi ai requisiti del regolamento.

Deposito cauzionale, ruolo di CONAI e sanzioni

Il PPWR prevede l’introduzione, in tutti gli Stati membri, di un sistema di deposito cauzionale (DRS) per bottiglie in plastica e lattine in metallo, con l’obiettivo di aumentarne drasticamente i tassi di raccolta e riciclo. In Italia, il sistema si affiancherà al ruolo già consolidato di CONAI nella gestione della responsabilità estesa del produttore (EPR).

Le aziende che immettono imballaggi sul mercato dovranno mantenere aggiornata la propria registrazione EPR presso CONAI e versare i contributi ambientali dovuti. Il regolamento lascia inoltre ai singoli Stati membri la facoltà di stabilire le sanzioni applicabili in caso di inadempienza, che potranno includere sanzioni pecuniarie proporzionate alla gravità e alla reiterazione della violazione.

Come prepararsi al PPWR: checklist pratica per le aziende

Per affrontare il PPWR senza trovarsi impreparati, è utile avviare fin da ora un percorso di adeguamento strutturato. Un primo passo è la mappatura di tutti gli imballaggi utilizzati, distinguendo tra imballaggi primari, secondari e da trasporto, per capire dove intervenire con priorità.

A seguire, conviene verificare la percentuale di materiale riciclato e riciclabile già in uso, aggiornare le etichette in vista degli obblighi 2028, controllare lo stato della registrazione EPR presso CONAI e valutare la sostituzione dei materiali di riempimento non conformi con alternative come la paglia di legno, la carta o altri materiali di riempimento a basso impatto, utili anche per rispettare il limite sullo spazio vuoto.

Coinvolgere per tempo i fornitori di imballaggi personalizzati e materiali di protezione permette di pianificare la transizione senza interruzioni operative.

Il PPWR segna un punto di svolta nella sostenibilità degli imballaggi

Il regolamento PPWR segna un cambio di passo nella gestione degli imballaggi in Europa, con obblighi che riguardano progettazione, etichettatura, contenuto riciclato e gestione dello spazio vuoto nelle spedizioni. Le aziende che iniziano già oggi a rivedere materiali e processi, magari puntando su soluzioni di riempimento sostenibili come la paglia di legno, arriveranno alle scadenze del 2028 e del 2030 con un vantaggio competitivo, anziché rincorrere la conformità all’ultimo momento.

Domande frequenti

Cos’è il PPWR e da quando si applica?

Il PPWR (Regolamento UE 2025/40) è la normativa europea su imballaggi e rifiuti da imballaggio, in vigore dal 12 agosto 2026. Sostituisce la precedente direttiva imballaggi con un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.

Chi è obbligato a rispettare il PPWR?

Il regolamento coinvolge fabbricanti, importatori e distributori di imballaggi e prodotti confezionati immessi sul mercato UE, ciascuno con obblighi specifici su progettazione, documentazione e conformità.

Cosa sono le classi di riciclabilità A, B, C?

Sono le categorie con cui il PPWR classifica gli imballaggi in base alla loro effettiva performance di riciclo: gli imballaggi con performance più bassa rischiano restrizioni di mercato nei prossimi anni.

Qual è il limite sullo spazio vuoto negli imballaggi da spedizione?

Dal 2030 lo spazio vuoto non potrà superare il 50% del volume interno della scatola, al netto del prodotto e dei materiali di riempimento utilizzati.

Quali imballaggi monouso saranno vietati?

Il PPWR introduce restrizioni su alcune categorie di imballaggi monouso considerati superflui, come quelli per frutta e verdura fresca sotto una certa soglia di peso o gli imballaggi per la ristorazione consumati sul posto.

Come funziona il deposito cauzionale (DRS)?

È un sistema che prevede una piccola cauzione sul prezzo di bottiglie in plastica e lattine in metallo, restituita al consumatore quando il contenitore viene riportato per la raccolta, per aumentarne i tassi di riciclo.

Cosa cambia rispetto alla precedente direttiva imballaggi?

Il PPWR è un regolamento e non una direttiva: si applica automaticamente e in modo identico in tutti i Paesi UE, senza recepimento nazionale, con requisiti più stringenti su riciclabilità, contenuto riciclato ed etichettatura.

Quali sono le sanzioni previste per chi non si adegua al PPWR?

Il regolamento demanda ai singoli Stati membri la definizione delle sanzioni, che dovranno essere effettive, proporzionate e dissuasive rispetto alla gravità e alla reiterazione della violazione.